giovedì 2 ottobre 2008

Parma- Il capo della municipale lascia. Il nuovo:" più rispetto per i diritti" [da La Repubblica on line - Parma] 2 Ottobre

Il capo della municipale lascia nella bufera
Il nuovo "Più rispetto per i diritti"
L´ex sindaco scarica il suo pupillo: "Si autorizzano isterie collettive". È l´ottava sostituzione al vertice in otto anni. L´assessore cerca di rincuorare
di Michele Smargiassi

PARMA - Un congedo peggiore non poteva immaginarlo. Sono le nove di mattina e da nove ore Emma Monguidi non è più la comandante della polizia municipale di Parma. Avvicendamento previsto: ma cade nel mezzo della tempesta e questo cambia tutto. Ha i capelli biondi in ordine, la divisa impeccabile ma il viso molto tirato. Sapeva di essere l´ennesimo comandante pro-tempore, l´ottavo in otto anni, ma solo per lei l´uscita di scena è così amara. Nel salone pieno di colleghi la comandante uscente non riesce a dire più un paio di frasette sul tema «grazie per la collaborazione».

Il vero comandante sembra l´assessore Monteverdi, è lui che sprona e rincuora gli agenti usando un noi che dice tutto: «Coraggio, siamo nell´occhio del ciclone solo perché abbiamo fatto il nostro dovere, ma vedrete che si chiarirà tutto». L´autentico nuovo comandante si chiama invece Giovanni Iacobazzi e viene dai carabinieri dei Nas. Parla agli uomini come se non sapesse nulla del terremoto in corso, «serenità», «collaborazione», però poi scandisce: «Per me è molto importante la formazione. Nessuno nasce ?già imparato´. Bisogna saper fare bene quello che si fa, soprattutto quando si vanno a toccare i diritti fondamentali della persona». Chi vuol capire ha capito.

Agenti in giacca d´ordinanza, agenti con la paletta nello stivale, agenti in borghese: tra quelli che si disperdono nel piazzale dopo il mesto cambio della guardia ci sono forse anche i sei che Emmanuel ha conosciuto troppo da vicino. Ma nessuno te li indica: «Non li conosco», «Non so neppure i nomi». Un delegato sindacale fa il loro portavoce: «Non possono parlare per via dell´inchiesta, ma le fanno sapere che sono tranquilli e collaboreranno con l´inchiesta». Oggi si gioca in difesa. Parla ufficialmente solo il sindacato autonomo, il Sulpm, e attacca la stampa: «parzialità, fa di tutt´erbe un fascio». Niente nomi per gli sfoghi a mezza voce: «Quando i politici ci chiedono i soldi delle multe per i bilanci comunali siamo bravi, quando ci occupiamo di sicurezza siamo cattivi». «E´ difficile fermare uno che scappa senza fargli neanche un graffio». E scrivere negro sulla sua busta, è altrettanto inevitabile? Qui arriva la risposta che non t´aspetti, la mezza ammissione: «Forse non avevano capito il cognome, era solo un appunto per identificarlo». Come no: scrivi negro, e l´identificazione è assicurata. Ti guardano male: «Uno spacciatore c´era davvero, ci sputate addosso ma garantiamo anche la vostra sicurezza».



Ma lo «sanno fare», per dirla col nuovo comandante? Un po´ troppi gli «incidenti» che rispuntano dagli archivi delle cronache. Cosa «sa fare» quel Nucleo di pronto intervento che non sanno neppure dire di quanti agenti consista, quello che agisce quasi sempre in borghese e lavora solo su spaccio e prostituzione? «Hanno seguito un corso speciale», assicura il corridoio del Comando. E come si entra in questa task force? Basta farsi avanti, pare. Anche ora che cerca un paio di agenti cinofili per i nuovi cani antidroga, l´assessore apre il reclutamento volontario: «Chi se la sente...». Un gruppo auto-selezionato. Molti gli ex vigili motociclisti, spiegano. Una «squadra mobile» municipale, un corpo dentro il corpo. Gestito come? Nessuno risponde: la polizia municipale di Parma parla con la stampa tramite avvocati.
«Mettere la sicurezza urbana nelle mani della Polizia municipale si sta rivelando un azzardo»: lo dice la Cgil, che oggi andrà in piazza in difesa di Emmanuel. Ma cominciano a pensarlo in molti, in città. E quello che lo pensa più di tutti non è un oppositore politico, anzi sta in municipio: è Elvio Ubaldi, nove anni in fascia tricolore, primo sindaco "civico" di una grande città, l´uomo che strappò Parma al centrosinistra, oggi presiede il Consiglio comunale ed è il padrino politico del suo successore Vignali. Ma su questa faccenda lo molla: «Sulla sicurezza i sindaci di tutti i partiti e il governo stanno giocando una partita isterica. Il governo scarica furbescamente le sue responsabilità, i sindaci per protagonismo cadono nella trappola, mandano in strada agenti maldestri, e così succedono gli incidenti.
I vigili di Parma li conosco: non sono Rambo né razzisti. Sono come tutti i vigili d´Italia: quali sono i criteri di selezione per entrare in polizia municipale? Conoscenze di diritto amministrativo, pratica col traffico, poco altro. Digiuni assoluti di contrasto al crimine, impreparati a gestire un´emergenza. Anche atleticamente... Con tutto il rispetto, ma lei ha visto la taglia di certi vigili?». Se fosse stato lui il sindaco, la Carta di Parma, il manifesto dei sindaci sulla sicurezza voluto dal suo successore, non l´avrebbe neppure firmata: «Produce uno stato confusionale. Abbiamo già tre polizie per la repressione del crimine. Metterci anche i vigili è sbagliato. E´ come dire alla città: è vero, siamo in grave pericolo. Non è così: le sembra che Parma sia Castel Volturno? Invece di lavorare per la serenità dei cittadini, che è il compito di un sindaco, si sollecitano reazioni allarmate, si autorizzano isterie collettive. Quest´uso della polizia municipale deve finire prima possibile».
(02 ottobre 2008)

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